Linfoma a grandi cellule B: conferme per epcoritamab dopo 2,5 anni


Linfoma a grandi cellule B ricaduto o refrattari: il trattamento con l’anticorpo bispecifico CD3xCD20 epcoritamab conferma di fornire un beneficio a lungo termine

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Nei pazienti con linfoma a grandi cellule B ricaduto o refrattario, il trattamento con l’anticorpo bispecifico CD3xCD20 epcoritamab conferma di fornire un beneficio a lungo termine, con risposte profonde e durature anche dopo oltre 2,5 anni di follow-up. Tale conferma arriva dai risultati aggiornati dello studio di fase 1/2 EPCORE NHL-1, presentati di recente a Madrid al congresso della European Hematology Association (EHA).

Gli autori della nuova analisi, coordinati da Catherine Thieblemont, dell’Hôpital Saint-Louis di Parigi, hanno stimato che a 30 mesi il 54% dei pazienti che avevano ottenuto una risposta competa mantenesse tale risposta. Inoltre, nei pazienti che hanno ottenuto una risposta competa, i ricercatori hanno stimato tassi di sopravvivenza libera da progressione (PFS) e di sopravvivenza globale (OS) a 30 mesi rispettivamente del 69% e 85%.

Tra coloro che hanno ottenuto una risposta completa si sono osservati anche tassi elevati di negatività della malattia minima residua (MRD), complessivamente del 92%.
Da sottolineare anche il fatto che in questi pazienti tale risposta è stata mantenuta indipendentemente dal fatto che al basale avessero un volume tumorale basso o alto.
Sul fronte della sicurezza, proseguendo il follow-up non sono emersi segnali nuovi e si è visto che l’adozione di semplici misure durante il ciclo 1, come una profilassi con desametasone e una buona idratazione, ha ridotto l’incidenza della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e la sua gravità, senza impattare sull’efficacia del bispecifico.