Andrea Maniglia in libreria con “Col surf, tra le pagine del Vangelo”


Andrea Maniglia pubblica la biografia del venerabile Guido Vidal França Schäffer: un surfista tra cielo e terra, esempio di fede e amore

andrea maniglia

Un giovane medico con la passione per il surf e una profonda amicizia col Signore: è Guido Vidal França Schäffer, nato a Volta Redonda (Brasile) nel 1974. Un giovane segnato dal coraggio di aver scelto di vivere una vita ricca di fede e al servizio degli altri; un giovane le cui mani hanno creato autentici legami di solidarietà. Dopo la laurea in medicina, Guido si dedicò alla cura dei malati di AIDS, in particolare, avvicinandosi al gruppo di preghiera Canção Nova. Qui percepì la chiamata al sacerdozio e divenne, così, un instancabile servitore dei poveri e dei sofferenti: la sua fede lo spinse ad aiutare gli ultimi di Rio de Janeiro, visitandoli nelle favelas e prestando loro servizio medico. Il suo impegno nella pastorale della salute e nell’evangelizzazione lo portarono a toccare i cuori di molti. Un tragico incidente il 1° maggio 2009 lo sottrasse all’affetto di tanti che lo conoscevano, trasformandolo, però, in modo ancor più profondo, in amico e fratello.

Quella di Guido è una storia concreta che ha, anche, l’intento di offrire al lettore “comportamenti esemplari” o virtuosi, impegni sociali fattivi e, in ultima analisi, ma non perché meno importante, aprire prospettive di futuro. In queste pagine proverò a essere fedele al dato storico, sollecitando il lettore a intravedere quella grazia silenziosa che si muove tra le pieghe scompaginate della storia, spingendola misteriosamente verso l’éschaton, quel futuro escatologico appunto, che troverà in Dio il compimento. Il profilo che emerge è, senza ombra di dubbio, quello di un ragazzo raggiante ed entusiasta. Kátia Maria Bouez Azzi lo ricorda come un giovane allegro e positivo. Coloro che lo guardavano pensavano non avesse problemi, ma così non era. Guido ha vissuto in certo qual modo gli stessi drammi che, più o meno, vivono tutte le donne e gli uomini d’oggi. Ma ha affrontato la fatica con eroicità, perché “a tristeza não tinha vez com ele”, non c’era tempo per lasciare in pasto alla tristezza ogni attimo della vita. La Parola, come abbiamo detto, ha plasmato i gesti più semplici, non era una teoria, ma una vera e propria linea guida. È un aspetto questo che tornerà più volte in queste pagine. Guido “frequentava” la Parola come si frequenta qualcuno, per questo stare accanto a lui trasmetteva un senso di pace e fiducia: già, di Guido ci si poteva fidare, perché chi si fidava di lui, in fondo, si fidava di Dio. Nella nostra cultura post-moderna nonostante si stia sempre più ipotizzando il raggiungimento di mete importanti, l’uomo che la abita, e che in essa si muove, non smette di scoprirsi, il più delle volte, “gente dagli ideali bassi”, sovente sedotto dai suoi stessi interessi, distratto e dissipatore: succube di mille timori che moltiplicano le minacce della sua stessa vita. (Dall’introduzione).

ANDREA MANIGLIA (1988) ha conseguito il baccalaureato in Teologia all’Angelicum e la licenza in Teologia con specializzazione in Antropologia Teologica al Teresianum in Roma dove attualmente frequenta il corso di dottorato sempre in Antropologia Teologica portando avanti un lavoro di ricerca sulla mariologia del teologo calabrese Stefano De Fiores (1933-2012). È docente IRC per l’Arcidiocesi di Milano. Collabora con varie riviste cattoliche. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni di carattere agiografico.