Mieloma: migliori outcome con “risparmio” di desametasone


Il ricorso a un regime di trattamento con “risparmio” (sparing) di desametasone è in grado di migliorare gli outcome nei pazienti fragili con mieloma multiplo

Mieloma multiplo: arrivano risposte promettenti e durature con il bispecifico elranatamab nei pazienti triplo- o penta-refrattari

Il ricorso a un regime di trattamento con “risparmio” (sparing) di desametasone è in grado di migliorare gli outcome nei pazienti fragili con mieloma multiplo di nuova diagnosi. Queste le conclusioni dello studio di fase 3 IFM2017-03, presentato di recente a San Diego (Usa), al congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH).

Sia la mediana della sopravvivenza libera da progressione (PFS, endpoint primario dello studio) sia la mediana della sopravvivenza globale (OS, uno degli endpoint secondari), infatti, sono risultate significativamente più lunghe nei pazienti sottoposti a trattamento con il regime con “risparmio” di desametasone.

Alla luce dei risultati presentati al congresso, Salomon Manier, dell’Ospedale Universitario di Lille (Francia), ha affermato: «Riteniamo che la strategia di trattamento basata sul “risparmio” di desametasone sia efficace e sicura per il trattamento dei pazienti fragili affetti da mieloma multiplo».

Razionale e obiettivi dello studio

I pazienti anziani con mieloma multiplo di nuova diagnosi si caratterizzano per una condizione fisica eterogenea e una tolleranza al trattamento variabile. I pazienti fragili sviluppano un maggior numero di eventi avversi, che si traducono in tassi più elevati di interruzione del trattamento.

L’impiego a lungo termine del desametasone è associato a molteplici effetti collaterali, in particolare nei pazienti anziani e fragili.

L’obiettivo dello studio IFM2017-03 (NCT03993912) era quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di un trattamento con daratumumab e lenalidomide senza desametasone a lungo termine, rispetto al trattamento con lenalidomide e desametasone, in una popolazione di pazienti fragili con mieloma multiplo di nuova diagnosi.

Lo studio IFM2017-03

Lo studio IFM2017-03 è uno studio prospettico, randomizzato e in aperto, condotto presso 90 centri dell’Intergruppo Francese per il Mieloma (IFM), che ha reclutato pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi di età pari o superiore a 65 anni e con un punteggio di fragilità ECOG proxy ≥ 2.

I partecipanti sono stati assegnati secondo un rapporto 2:1 al trattamento con un regime basato sul “risparmio” di desametasone (200 pazienti) oppure con desametasone più lenalidomide (95 pazienti).

Nello specifico, il regime basato sul “risparmio” di desametasone prevedeva due cicli di trattamento con desametasone (20 mg a settimana per 8 settimane) in combinazione con daratumumab (1800 mg a settimana per 8 settimane, poi 1800 mg ogni 2 settimane per 16 settimane e successivamente 1800 mg ogni 4 settimane) e lenalidomide (25 mg nei giorni 1-21 di ogni ciclo), mentre i pazienti nell’altro gruppo sono stati trattati con desametasone (20 mg nei giorni 1, 8, 15 e 22 di ogni ciclo) in combinazione con lenalidomide (25 mg nei giorni 1-21 di ogni ciclo). Il trattamento è proseguito fino alla progressione della malattia o all’insorgenza di una tossicità inaccettabile.

L’endpoint primario era rappresentato dalla PFS, mentre tra gli endpoint secondari figuravano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di risposta parziale molto buona (VGPR) o migliore, l’OS e la frequenza degli effetti collaterali di grado 3 o superiore.

Le caratteristiche dei pazienti

Le caratteristiche demografiche e della malattia al basale erano ben bilanciate tra i due bracci di trattamento in studio.

L’età mediana dei partecipanti era pari a 81 anni (range: 68-92); l’84% di essi aveva un’età superiore a 75 anni, mentre il 61% aveva un’età superiore a 80 anni.

Il follow-up mediano è stato di 46,3 mesi. La durata mediana del trattamento è stata di 31,6 mesi nel braccio con “risparmio” di desametasone e di 14,3 mesi nel braccio trattato con desametasone-lenalidomide. Inoltre, il numero di pazienti che hanno interrotto il trattamento nel braccio con “risparmio” di desametasone è stato inferiore rispetto al braccio trattato con desametasone-lenalidomide: 60% contro 88%.

Risultati migliori con il regime di “risparmio” con desametasone per tutti gli endpoint

La PFS mediana è risultata significativamente più lunga nel braccio assegnato al regime con “risparmio” di desametasone rispetto al braccio trattato con desametasone-lenalidomide: 53,4 mesi contro 22,5 mesi (HR 0,51; IC al 95% 0,37-0,7; P < 0,0001).

Anche l’OS mediana è risultata significativamente più lunga nel braccio del regime con “risparmio” di desametasone rispetto a quello assegnato al trattamento con desametasone-lenalidomide. Nello specifico, la mediana non è stata raggiunta nel braccio di trattamento basato sul “risparmio” di desametasone, mentre è risultata di 47,2 mesi nel braccio di confronto (HR 0,52; IC al 95% 0,35-0,77; P = 0,0001). Inoltre, Il tasso di OS a 4 anni è risultato rispettivamente del 68% contro 48%.

Anche l’ORR è risultato significativamente più elevato nel braccio di trattamento con “risparmio” di desametasone rispetto a quello assegnato alla doppietta desametasone-lenalidomide: 94% contro 86% (P =0,005). Inoltre, il tasso di risposta completa è risultato rispettivamente del 35% contro 12% e nel braccio con “risparmio” di desametasone si sono avute risposte più profonde in tutti i time point considerati.

Dati di sicurezza soddisfacenti

Il tasso di eventi avversi di grado 3 o superiore è risultato dell’89% nel braccio assegnato al regime con “risparmio” di desametasone e del 79% nel braccio trattato con desametasone e lenalidomide.

Gli effetti indesiderati di grado 3 o superiore più comuni sono stati la neutropenia (rispettivamente 55% e 24%) e le infezioni (19% e 21%).

Infine, il tasso di interruzioni del trattamento a causa di eventi avversi è risultato rispettivamente del 30% contro 34%.

In conclusione

Nelle loro conclusioni, Manier e i colleghi sottolineano che IFM2017-03 è il primo trial di fase 3 dedicato ai pazienti fragili.

Lo studio dimostra una riduzione significativa del rischio di progressione o di morte nei pazienti sottoposti a un regime di trattamento basato sul “risparmio” di desametasone rispetto al regime di trattamento con desametasone-lenalidomide, con un profilo di sicurezza favorevole e una migliore qualità della vita legata allo stato di salute, concludono gli autori.

Bibliografia

S. Manier et al. The IFM2017-03 phase 3 trial: A dexamethasone sparing-regimen with daratumumab and lenalidomide for frail patients with newly-diagnosed multiple myeloma. ASH 2024,; abstract 774. https://ash.confex.com/ash/2024/webprogram/Paper203045.html