La gip di Milano archivia la querela di La Russa nei confronti di Ranucci e Mottola dopo le inchieste trasmesse nella trasmissione Report
Il Tribunale di Milano archivia la querela di Ignazio La Russa nei confronti del conduttore di Report Sigfrido Ranucci e del giornalista Giorgio Mottola, indagati per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del padre e del fratello del presidente del Senato. L’indagine è stata aperta a seguito della querela da parte di Ignazio La Russa per la messa in onda dei servizi ‘La Russa dynasty’ e ‘La ragnatela dei La Russa’ andati in onda a ottobre e novembre 2023 su Rai 3. La gip di Milano Silvia Perrucci, ha anche disposto l’iscrizione nel registro degli indagati per l’ex colonnello dei carabinieri, Michele Riccio, intervistato nei servizi.
RANUCCI: LAVORO SVOLTO CON DILIGENZA
Sul proprio profilo social, Sigfrido Ranucci ha commentato l’archiviazione spiegando che per il Tribunale di Milano è stato “svolto con diligenza l’esercizio giornalistico del diritto di critica e informazione. Chiesto un supplemento di indagine per l’ex Colonnello Michele Riccio. La Russa ci aveva definito calunniatori seriali, e i figli hanno comunque avviato una richiesta di risarcimento danni anche in sede civile per circa 180 mila euro”.
LA RUSSA: ARCHIVIAZIONE PER REPORT MA SODDISFATTO PER ACCUSE ‘PRIVE DI SOSTANZA’
Nonostante l’esito dell’indagine, La Russa ha espresso soddisfazione: “Sebbene il gip abbia proceduto all’archiviazione della posizione dei giornalisti di Report, Ranucci e Mottola, verso la quale mi ero opposto, voglio tuttavia esprimere soddisfazione per come nell’ordinanza lo stesso giudice abbia sottolineato che le accuse rivolte ai miei famigliari fossero prive di sostanza. In particolare, laddove riconosce che aver cercato da parte di Report di attribuire a mio padre una inesistente candidatura di Michele Sindona attraverso un’intervista al defunto Staiti Di Cuddia, ‘non si è mai tradotto in realtà’. E che la pubblicazione del cosiddetto ‘santino elettorale’ di Sindona ‘appare nient’altro che un pacchiano riassunto per immagini delle dichiarazioni rese dall’intervistato Staiti di Cuddia, la cui inverosimiglianza era palese’”. Inoltre, spiega il presidente del Senato, “il giudice censura ‘aspetti di cattivo gusto relativi alle modalità con le quali il racconto è stato accompagnato’. Noto infine, come secondo il gip, non spetti più al giornalista l’onere della veridicità di un’affermazione resa da un intervistato, anche ‘eventualmente lesiva dell’altrui reputazione’, ma la responsabilità ricada unicamente sullo stesso. Infatti, in conclusione della sua ordinanza il giudice ha ordinato alla Procura di procedere all’iscrizione sul registro degli indagati dell’ex colonnello dei carabinieri Michele Riccio (unico ancora in vita) che è stato assurto incredibilmente a fonte di prova da Report quando già erano noti i suoi pregressi penali, denunciati perfino in un libro di un magistrato come Ilda Boccassini”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)