“Fine del Ramadan festa nazionale in Italia”: bufera per la richiesta di Soumahoro


La fine del Ramadan sia festa nazionale: la proposta di Soumahoro. Il deputato presenta una petizione e una proposta di legge

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Aveva fatto scandalo una anno fa la decisione di sospendere le lezioni di una scuola statale a Pioltello, nel Milanese, nel giorno della festa di fine Ramadan. La chiusura era stata motivata dalla dirigenza scolastica semplicemente perché il 40% dei 1.200 alunni dell’istituto comprensivo, di origine musulmana, sarebbe comunque restato a casa in quella giornata di festa, secondo i canoni della propria religione. Tant’è che anche quest’anno la scuola Iqbal Masih di Pioltello ha già deciso il bis, secondo quanto riportato da Milanotoday, ovvero di chiudere le porte il 31 marzo prossimo, giorno della fine del Ramadan previsto per il 2025.
Di certo se la chiusura di una scuola in tutto lo Stivale per il giorno di festività musulmano ha innescato interrogazioni politiche e mobilitato il Mim per “fare chiarezza”, si prospetta che altrettanto rumore farà la proposta lanciata oggi da un deputato- di minoranza- che va proprio nella direzione di riconoscere anche in Italia come festività nazionale la fine del Ramadan. Ecco di cosa si tratta

UN PDL E UNA PETIZIONE PERCHÈ “L’ITALIA È IL TERZO PAESE DELL’UE PER NUMERO DI MUSULMANI”

Rendere festa nazionale la festa di fine Ramadan anche in Italia, “il terzo Paese dell’Unione europea per numero di musulmani con una stima di oltre 3 milioni di persone, di cui la metà cittadini italiani”. È la proposta del deputato Aboubakar Soumahoro, lanciata stamattina in una conferenza stampa alla Camera insieme alla petizione collegata ‘Un passo insieme – Eid per la convivenza’ – consultabile sugli omonimi canali social e che potrà essere firmata digitalmente già da lunedì 3 marzo.
Soumahoro ha depositato una pdl, la numero 1815, per il riconoscimento civile dell’Eid Al-Fitr, la ‘festa della rottura del digiuno’ che segna per le persone di fede islamica la fine del mese di Ramadan.

IL CALENDARIO DEL RAMADAN: DALL’1 AL 30 MARZO 2025

Quest’anno il mese sacro del digiuno per i musulmani inizierà domani, 1 marzo, e si concluderà intorno al 30 dello stesso mese, a seconda dell’avvistamento lunare. L’Eid Al-Fitr, così come ovviamente il mese di Ramadan, seguendo appunto il calendario lunare è infatti una festa ‘mobile’ – proprio come la Pasqua cristiana – e arretra di una decina di giorni ogni anno.

A SOSTEGNO DELLA PROPOSTA L’ARTICOLO 19 DELLA COSTITUZIONE

L’Italia, ha spiegato Soumahoro, “è il terzo Paese dell’Unione europea per numero di popolazione musulmana, circa 3 milioni di cui 1,5 con cittadinanza italiana. Il tema della libertà di culto è previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, in particolare all’articolo 10, e dalla nostra Costituzione che all’articolo 19 recita che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede”.
La petizione ‘Un passo insieme – Eid per la convivenza’, ha sottolineato il deputato, “nasce per rendere festiva la festa di fine Ramadan in Italia rispetto all’articolo 8 della Costituzione, secondo cui tutte le confessioni sono egualmente libere davanti alla legge. L’obiettivo è sensibilizzare, informare e condividere questi valori rendendo festiva la festa della fine del mese di Ramadan”.

“CONVIVENZA È ANCHE VALORIZZARE IL PLURALISMO RELIGIOSO”

La proposta di legge di Soumahoro prevede “il riconoscimento civile della festa di Eil Al-Fitr, sulla scorta di quanto avviene a New York, dove vivono 1 milione di musulmani, dal 2015: sia la festa di fine Ramadan che l’Eid Al-Adha sono giorni festivi, e anche le scuole rimangono chiuse”. Per il deputato, “in Italia fare un passo insieme per la convivenza vuol dire che siamo chiamati tutti insieme alla valorizzazione del pluralismo religioso, in armonia e nel rispetto dei valori della nostra Carta costituzionale e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”.
Soumahoro ha concluso citando “il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della festa di fine Ramadan del 2024: ‘La promozione del mutuo rispetto tra fedi e culture, elemento della coesione sociale della nostra comunità, sollecita all’esercizio di una responsabilità condivisa per il bene comune’”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)