Il caro-cacao e la crisi del burro spingono al rialzo i prezzi dei dolci tipici della Pasqua, dalle uova di cioccolato alle tradizionali colombe
Il caro-cacao, con le quotazioni della materia prima che da oltre un anno registrano aumenti record, e la crisi del burro spingono al rialzo i prezzi dei dolci tipici della Pasqua, dalle uova di cioccolato alle tradizionali colombe. Il dato emerge da una indagine condotta dal Codacons sulle marche più note di dolciumi pasquali industriali venduti presso le catene della grande distribuzione in Italia.
Quest’anno chi si accinge ad acquistare uova e colombe dovrà mettere in conto una spesa sensibilmente più elevata rispetto a quella del 2024 – spiega l’associazione – Per l’uovo di Pasqua, che sia al cioccolato al latte o fondente, i rincari dei prezzi per le marche più note, al netto di offerte o promozioni dei supermercati, si attestano a quota +29,8% rispetto allo scorso anno, ma possono arrivare a oltre il +40% nel caso ad esempio di un noto marchio svizzero che produce uova di gamma medio-alta, il cui prezzo a singola confezione può superare i 22 euro (oltre 70 euro al kg) nei punti vendita della grande distribuzione. Colpite da incrementi dei listini anche le uova di cioccolato destinate ai più piccoli, con aumenti che partono dal +8,3% per il classico “Kinder Gran Sorpresa” da 150 grammi (il cui prezzo stabilito dal produttore passa dagli 11,99 euro del 2024 agli attuali 12,99 euro) e arrivano al +33% per le marche che hanno in licenza loghi legati ai bambini (società sportive, cartoni animati, bambole, serie tv, ecc.).
Anche le colombe, che siano tradizionali o farcite, registrano incrementi di prezzo non indifferenti: l’indagine Codacons rivela che per le marche più commercializzate in Italia i rincari sono nell’ordine del +21% rispetto allo scorso anno, ma con dei distinguo. Se il prezzo della colomba classica sale, a seconda della marca e del punto vendita, tra il +6% e il 9% rispetto allo scorso anno, quelle farcite al cioccolato (con gocce di cioccolato, glasse o creme al cacao, ecc.), segnano aumenti più pesanti, tra il +18% e il +36%.
Alla base dei pesanti rincari dei dolci pasquali c’è prima di tutto la crisi delle materie prime – spiega il Codacons – Le quotazioni del cacao hanno raggiunto il record di 12mila dollari la tonnellata a fine 2024, e viaggiano attualmente attorno agli 8mila dollari, contro i 2.900 dollari del marzo 2023, con un incremento di oltre il 175% e impatti diretti sui prezzi al dettaglio di tutti i prodotti a base di cacao. Anche il burro, materia prima base della colomba, ha registrato incrementi astronomici, pari al +83% su base annua secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, con le quotazioni che hanno superato gli 8.300 dollari a tonnellata. Anche le tensioni sul fronte energetico, che appesantiscono i costi di produzione a carico dell’industria, si aggiungono alle cause dei rincari e si riflettono sui prezzi al dettaglio, senza contare che produttori e grande distribuzione possono contare sul fatto che prodotti come uova di cioccolato e colombe non possono mancare a Pasqua sulle tavole degli italiani, e sono alimenti che fanno parte della tradizione di festa del nostro Paese – conclude il Codacons.