Pubblicato il primo trial clinico che ha studiato gli effetti di 12 settimane di trattamento con semaglutide in pazienti obesi con psoriasi e diabete di tipo 2
È stato pubblicato il primo trial clinico che ha studiato gli effetti di 12 settimane di trattamento con semaglutide in pazienti obesi con psoriasi e diabete di tipo 2, evidenziando molteplici risultati clinici e scientifici. I risultati hanno confermato l’effetto di classe degli agonisti del recettore GLP-1 nel trattamento della psoriasi e oltre agli evidenti effetti sul controllo del peso, semaglutide ha dimostrato effetti pleiotropici sulla proteina C reattiva e sulle citochine pro-infiammatorie. Lo studio è stato pubblicato su Biomolecules.
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da recidive. Si stima che circa il 2-3% della popolazione mondiale ne sia affetto. Le forme più gravi sono associate a un’infiammazione sistemica elevata, confermata sia dal quadro clinico sia da biomarcatori infiammatori come la proteina C-reattiva (CRP), le citochine e l’omocisteina, che variano in base all’attività della malattia.
Semaglutide è un agonista del recettore GLP-1 (GLP-1 RA) altamente potente e migliorato, resistente alla degradazione da parte della DPP-4 e ottimizzato per un’elevata affinità di legame con l’albumina, permettendo una somministrazione settimanale. Tuttavia, i dati disponibili sugli effetti di semaglutide nel trattamento della psoriasi sono ancora limitati.
Uno degli effetti antinfiammatori osservati di semaglutide è la riduzione della proteina C-reattiva (CRP), biomarcatore utile per monitorare l’andamento della malattia e la prognosi della psoriasi. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno questo meccanismo.
Un caso clinico ha valutato l’efficacia di semaglutide in un paziente di 73 anni affetto da psoriasi e diabete mellito. Dopo 4 mesi di terapia, si è osservato un miglioramento del controllo glicemico, una riduzione del peso corporeo, una diminuzione del Psoriasis Area Severity Index (PASI) del 19% rispetto al valore iniziale e un significativo miglioramento della qualità della vita, misurata tramite il Dermatology Life Quality Index (DLQI).
Dalla revisione della letteratura emerge che non esistono attualmente studi clinici che abbiano indagato l’effetto di semaglutide sulla risposta infiammatoria e sul decorso della psoriasi in pazienti obesi con diabete di tipo 2 (T2DM).
Per questo motivo, l’obiettivo di questo studio clinico è stato esaminare gli effetti di 12 settimane di trattamento con semaglutide in pazienti obesi con psoriasi e T2DM, valutando il profilo lipidico, il controllo glicemico, i marker infiammatori e il decorso clinico delle lesioni psoriasiche in relazione alla qualità della vita.
I pazienti erano soggetti obesi con diabete di tipo 2 (T2DM) in terapia cronica con metformina.
Lo studio, randomizzato e clinico, ha coinvolto 31 pazienti con psoriasi e T2DM suddivisi in due gruppi: gruppo semaglutide (n=15), trattato con il farmaco per 12 settimane; gruppo di controllo (n=16), senza trattamento con semaglutide.
I risultati hanno mostrato che la gravità della psoriasi, misurata tramite il Psoriasis Area and Severity Index (PASI), è migliorata significativamente nel gruppo trattato con semaglutide: il valore mediano iniziale del PASI era 21 (IQR=19,8) e, dopo 12 settimane, è sceso a 10 (IQR=6; p=0,002).
La qualità della vita, valutata con il Dermatology Life Quality Index (DLQI), è migliorata nel gruppo semaglutide: il punteggio mediano DLQI iniziale era 14 (IQR=5), riducendosi a 4 (IQR=4; p=0,002) dopo il trattamento.
Il trattamento con semaglutide ha determinato una riduzione significativa delle citochine pro-infiammatorie sieriche (IL-6) e dei livelli di CRP (p< 0,05).
È stata inoltre osservata una diminuzione significativa dell’indice di massa corporea (BMI) nel gruppo trattato, accompagnata da una riduzione significativa dei livelli di colesterolo LDL (p<0,05).
Gli autori evidenziano che l’obesità è un fattore di rischio per la psoriasi e la perdita di peso migliora i sintomi. Semaglutide ha ridotto significativamente BMI, LDL e marker infiammatori come IL-6 e CRP. Tuttavia, non sono state riscontrate variazioni significative nei livelli di IL-1β e IL-23. Il trattamento con semaglutide si è rivelato efficace anche nel migliorare i parametri lipidici, come dimostrato da meta-analisi precedenti.
Nonostante il numero limitato di pazienti, lo studio suggerisce che semaglutide possa avere un ruolo nel controllo dell’infiammazione nella psoriasi, ma sono necessari studi più ampi per confermarne l’efficacia.
In conclusioni, gli autori sottolineano che grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie sistemiche, semaglutide potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica promettente per i pazienti obesi con psoriasi e diabete di tipo 2, contribuendo alla riduzione dell’infiammazione, al miglioramento della qualità della vita e alla gestione della malattia.
Jelena Petković-Dabić et al., Effects of Semaglutide Treatment on Psoriatic Lesions in Obese Patients with Type 2 Diabetes Mellitus: An Open-Label, Randomized Clinical Trial Biomolecules. 2025 Jan 1;15(1):46.
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