Sul caso degli airbag Citroen difettosi, la Corte di Appello di Torino sarà chiamata a decidere se Groupe PSA Italia S.p.A. ha correttamente adempiuto alle prescrizioni stabilite dal giudice di primo grado
Sul caso degli airbag Citroen difettosi, alla prossima udienza di domani, 26 marzo, la Corte di Appello di Torino sarà chiamata a decidere se Groupe PSA Italia S.p.A. ha correttamente adempiuto alle prescrizioni stabilite dal giudice di primo grado. Lo ricorda il Codacons, che parla di settimana decisiva per i proprietari dei veicoli coinvolti, considerato che il prossimo 28 marzo ci sarà un’altra importante pronuncia, quella del tribunale di Torino sulla class action intentata, per la stessa vicenda, da Codacons, Adusbef e AssoUrt
Gli airbag “killer”, installati su circa 190mila veicoli Citroen modelli C3 e DS3, prodotti tra il 2009 e il 2019, in caso di incidente potrebbero causare esplosioni con effetti anche letali sia per il conducente che per i passeggeri, come già avvenuto in diversi casi – spiegano le tre associazioni – Alla luce dell’insufficienza e dell’inadeguatezza della campagna di richiamo svolta sinora da parte di Groupe PSA Italia S.p.A., nonché della continua mancanza di prove riguardo alle auto effettivamente riparate, Codacons, Adusbef e AssoUrt insisteranno per la conferma delle misure già disposte dal Tribunale di Torino, ivi incluse le significative penali previste in caso di inottemperanza.
Parallelamente, Codacons, Assourt e Adusbef hanno avviato una class action nei confronti di Groupe PSA Italia S.p.A. e Stellantis N.V. – sulla quale il Tribunale di Torino si esprimerà il prossimo 28 marzo – chiedendo la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali calcolati, rispettivamente, in 30 euro per ogni giorno di indisponibilità dell’auto e in 1.500 euro per il disagio psichico registrato dai singoli proprietari delle vetture a seguito della scoperta di un dispositivo potenzialmente pericoloso per la loro vita, per un totale di 285 milioni di euro. In caso di valutazione positiva, i proprietari dei veicoli, destinatari della lettera di richiamo, avranno la possibilità di aderire all’azione per ottenere il risarcimento richiesto dalle associazioni.