Dopo “La scatola del tè”, Giuliano Pellizzari ci riporta in Friuli-Venezia Giulia, raccontando le nuove avventure del commissario di polizia Ugo Corba
Giuliano Pellizzari presenta un avvincente romanzo in cui si intrecciano un culto arcaico e oscuro, un complotto internazionale e ambiziose innovazioni tecnologiche per narrare l’intricata storia di un killer che sta mietendo vittime nell’antica città romana di Aquileia. Dopo “La scatola del tè”, Giuliano Pellizzari ci riporta in Friuli-Venezia Giulia, raccontando le nuove avventure del commissario di polizia Ugo Corba e del sociolinguista e consulente della CIA Leandro Arcani.
«Esistono due tempi, Arcani, ed entrambi appartengono a Dio. Il tempo degli orizzonti, quello esteriore, del cosmo, che lei percepisce ogni giorno. E il tempo delle anime, quello interiore, che è l’unica misura del divenire».
“La terza clessidra” di Giuliano Pellizzari è un thriller misterioso e ricco di suspense, ambientato in Friuli-Venezia Giulia e in particolar modo presso le rovine archeologiche di Aquileia, con un’affascinante parentesi nella città di Istanbul. In quest’opera dai numerosi colpi di scena si seguono sei storie che vanno a intrecciarsi saldamente intorno alle azioni di un enigmatico omicida rituale, e che portano a riflettere su un concetto che, nel corso della vicenda, viene sviscerato nei suoi molteplici significati: la percezione del tempo. Non è un caso che accanto alle due vittime ritrovate ad Aquileia in meno di ventiquattr’ore – una seppellita in un sarcofago di dubbia provenienza e l’altra abbandonata lungo un canale al lato della via Sacra – vengano rinvenute due clessidre, di cui la prima rotta e di bassa fattura e l’altra integra e più pregiata. Lo scorrere del tempo inesorabile rievocato da questi oggetti, insieme all’angosciante countdown presente in alcuni brevi capitoli inseriti lungo il corso della narrazione, si contrappongono al tempo interiore, con la sua dimensione intima e spirituale; tali concetti si legano nell’opera a un antico culto sacro di origine persiana, il Tarâmismo, in cui si percepiva il tempo come flessibile e soggetto alla manipolazione umana. Il tempo individuale e quello universale, il passato riecheggiato dalle rovine archeologiche e la spinta verso il futuro rappresentata dal progresso tecnologico: tali suggestioni si mescolano sapientemente in questo intrigante romanzo, in cui lo scorrere della sabbia nella clessidra ci ricorda che la nostra impermanenza è in realtà ciò che dà valore alla nostra esistenza.
Giuliano Pellizzari presenta il secondo volume della saga con protagonisti il commissario di polizia di Palmanova Ugo Corba e il sociolinguista e consulente dei servizi segreti Leandro Arcani, dopo il romanzo “La scatola del tè” (Corvino Edizioni, 2021). Mentre Corba dovrà districarsi in una fitta rete di misteri, sparizioni e violenze, consapevole che il tempo non è dalla sua parte e che la terza clessidra potrà essere presto ritrovata accanto al prossimo cadavere, Arcani si troverà a confrontarsi con un culto arcaico che potrebbe intrattenere legami con una frangia estremista del moderno Transumanesimo, e che si collegherà agli omicidi seguiti dal suo collega. Con una scrittura incisiva e a tratti irriverente, e con grande attenzione alla caratterizzazione dei numerosi personaggi e alle loro diverse origini, lingue e tradizioni, l’autore racconta una storia profondamente impattante che si svolge in contesti suggestivi e inusuali per un romanzo giallo, e in cui si affianca alla narrazione avvincente una cura per l’approfondimento psicologico e socio-antropologico.
SINOSSI DELL’OPERA
Un omicidio tra gli scavi di Aquileia sconvolge la calma routine di Corba, commissario di Palmanova, la cui indolente quotidianità deve scontrarsi con un problema inaccettabile: è a dieta. Difficile affidare il caso all’aiutante Lengue, è sparito. Impossibile sfruttare le doti analitiche del sociolinguista Leandro Arcani, pare disperso in Turchia. Gli restano l’aiuto della indomabile ispettrice Lupineri, il fiato sul collo del questore Mocilnik e la consapevolezza che i casi più semplici hanno sempre soluzioni complesse.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Giuliano Pellizzari (Trieste, 1972) unisce il suo amore per la scrittura alla profonda conoscenza delle dinamiche sociali. Laureato in Sociologia, ha lavorato come copywriter e direttore marketing, unendo il potere della parola alla strategia. Nel corso degli anni ha pubblicato articoli e saggi su temi sociali e tecnologici, fino a tornare alla narrativa, la sua più grande passione. Nel 2016 pubblica per Corvino Edizioni “Il miglior Natale di sempre”, una novella contemporanea ironica e profonda. Nel 2021 esce il romanzo giallo “La scatola del tè” ambientato in Friuli-Venezia Giulia, che dà il via alla saga del commissario di polizia Ugo Corba e del linguista Leandro Arcani. Nel 2024 esce il nuovo romanzo giallo della serie Corba-Arcani, “La terza clessidra”, ambientato ad Aquileia. Grande appassionato di letteratura e psicologia, l’autore si lascia ispirare dagli scritti di Paramahansa Yogananda, la Bhagavadgita, e dalle teorie di Jacques Lacan; è inoltre influenzato dalle visioni di sociologi come Parsons e pensatori come Marshall McLuhan e Paul Ekman.