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Agonisti dei recettori del GLP-1 potenziale arma contro dipendenza da oppioidi


Gli agonisti dei recettori del GLP-1 (GLP-1RA), stanno emergendo come potenziali alleati nella gestione del disturbo da uso di oppioidi (OUD)

Uso di oppioidi in ospedale

La crisi degli oppioidi rappresenta una delle principali emergenze sanitarie americane degli ultimi decenni, spingendo la ricerca scientifica a esplorare nuove strategie terapeutiche. In questo contesto, gli agonisti dei recettori del GLP-1 (GLP-1RA), inizialmente sviluppati per il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità, stanno emergendo come potenziali alleati nella gestione del disturbo da uso di oppioidi (OUD).

Uno studio di Fase I condotto presso i Caron Treatment Centers in Pennsylvania ha analizzato l’efficacia di Saxenda (liraglutide) come monoterapia per l’OUD. Coinvolgendo 20 pazienti in trattamento residenziale, la ricerca ha evidenziato una riduzione del 40% del desiderio di assumere oppioidi tra i partecipanti trattati con liraglutide. Sebbene i risultati siano preliminari, offrono nuove speranze in un contesto terapeutico caratterizzato da un limitato numero di opzioni efficaci.

Liraglutide: dal metabolismo alla neuropsichiatria
Liraglutide è un agonista del recettore del GLP-1 che agisce stimolando la secrezione di insulina e inibendo la produzione di glucagone, contribuendo così al controllo della glicemia. Tuttavia, la presenza di recettori GLP-1 nel sistema mesolimbico cerebrale — area chiave nella regolazione del comportamento motivazionale e della ricompensa — ha aperto nuove prospettive terapeutiche.

La capacità di liraglutide di influenzare i circuiti cerebrali coinvolti nel craving e nella dipendenza ha spinto i ricercatori a esplorare il suo utilizzo in ambiti neuropsichiatrici. Il craving è un concetto relativamente recente, che si riferisce al desiderio intenso e quasi irrefrenabile di assumere una sostanza psicoattiva (droga) o di interrompere l’astinenza dalla stessa. Gli studi suggeriscono che l’attivazione dei recettori GLP-1 può modulare la dopamina e altri neurotrasmettitori legati alla gratificazione, riducendo così il desiderio compulsivo associato al consumo di sostanze.

Oltre l’OUD: nuove frontiere per i GLP-1RA
Secondo i dati raccolti da GlobalData, i GLP-1RA sono attualmente oggetto di studi clinici per una serie di patologie neurologiche e neuropsichiatriche, tra cui: malattia di Alzheimer e declino cognitivo, morbo di Parkinson, dipendenza da alcol, neuropatia periferica e ipertensione endocranica

Questo crescente interesse è alimentato dalla capacità dei GLP-1RA di influenzare vari circuiti cerebrali, offrendo un approccio terapeutico trasversale a diverse condizioni patologiche.

Sfide e prospettive future
Nonostante i risultati promettenti ottenuti nello studio pilota sull’OUD, diversi esperti del settore sottolineano la necessità di interpretare i dati con cautela. Jos Opdenakker, analista farmaceutico presso GlobalData, evidenzia che la riduzione del craving osservata in laboratorio potrebbe non riflettere pienamente la complessità della realtà clinica. L’OUD è un disturbo caratterizzato da recidive frequenti e influenzato da fattori sociali e ambientali difficilmente replicabili in contesti sperimentali.

Inoltre, sebbene la pipeline di sviluppo contenga numerosi farmaci non oppioidi in fase avanzata di sperimentazione (Fase IIb–III), la mancanza di dati clinici solidi solleva dubbi sulla loro capacità di competere con i trattamenti di prima linea attuali, come metadone e buprenorfina.

Opdenakker sottolinea anche che l’utilizzo di una riduzione del craving come endpoint primario nei trial clinici è oggetto di discussione, poiché potrebbe non tradursi in una reale diminuzione del rischio di recidiva. Pertanto, ulteriori studi saranno necessari per confermare l’efficacia dei GLP-1RA nel trattamento dell’OUD.

L’ingresso degli agonisti del recettore GLP-1 nel campo delle neuroscienze cliniche segna un passo importante verso terapie più versatili e mirate. Se confermati da studi più ampi e robusti, farmaci come liraglutide potrebbero ampliare significativamente l’arsenale terapeutico contro il disturbo da uso di oppioidi, fornendo opzioni alternative ai trattamenti basati su agonisti oppioidi.