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Come sta Nanni Moretti? “Notte tranquilla dopo l’infarto”


“Notte tranquilla” per Nanni Moretti, dopo l’infarto e l’operazione “condizioni stabili”. Il regista è ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma

Io sono un autarchico

Condizioni stabili per Nanni Moretti, all’indomani dell’infarto per cui è stato portato in ospedale e operato in emergenza. Dall’ospedale San Camillo di Roma, dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica riferiscono che ha passato una notte tranquilla, è cosciente e di buon umore. Ma data la delicatezza della situazione, la sua prognosi resta riservata.

Ieri pomeriggio il malore, per cui ha saltato l’appuntamento in programma al cinema Nuovo Sacher. Lo scorso ottobre aveva già subito un infarto che lo aveva costretto a rinunciare alla presentazione del film “Vittoria” a Napoli.

PER IL REGISTA “SINDROME CORONARICA ACUTA”

Le condizioni di Nanni Moretti dunque “sono stabili. È stato ricoverato ieri nel tardo pomeriggio a seguito di una sindrome coronarica acuta. È arrivato al pronto soccorso in ambulanza intorno alle 18 e ha ricevuto tempestivamente le cure necessarie. L’angioplastica coronarica, eseguita prontamente per trattare la coronaria causa del quadro clinico, è risultata efficace. Il decorso post-procedurale è stato regolare e il danno miocardico riscontrato è lieve. La funzionalità cardiaca è rapidamente tornata ai valori precedenti all’evento acuto”. Così, in una nota, Domenico Gabrielli, direttore Uoc Cardiologica dell’A.O. San Camillo Forlanini.
“Nonostante il quadro clinico favorevole e l’evoluzione positiva, è prudente mantenere una riserva sulla prognosi per almeno 48 ore, come da prassi. Confidiamo che nei prossimi giorni il paziente possa riprendersi completamente”, conclude Gabrielli.

GISE: “COSÌ MORETTI SI É SALVATO”

“Nella cura dell’infarto acuto, il tempo è fondamentale: il tempo è vita. Ogni minuto che passa, la situazione peggiora. Quello che colpisce in questa vicenda è la rapidità con cui il paziente, Nanni Moretti, ha riconosciuto correttamente i sintomi (dolore profondo al torace, al dorso, alle spalle, al collo e alle braccia), ha compreso la gravità della situazione e, dopo pochi minuti dall’arrivo in ospedale, è stato trasportato in cardiologia interventistica, in una sala di emodinamica, per un’angioplastica coronarica”: il commento di Francesco Saia, presidente del GISE, la Società Italiana di Cardiologia Interventistica che, nel fare gli auguri di pronta guarigione al regista, coglie l’occasione per raccomandare, in casi analoghi, di chiamare subito il 112 . “Questo comportamento – aggiunge Saia – è fondamentale per ridurre la mortalità e la morbilità dell’infarto acuto, limitandone il più possibile le conseguenze negative”. In Italia infatti si registrano circa 120mila infarti acuti all’anno, con una mortalità dell’11%.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)